SANITÀ IN AFFANNO, I SINDACI FANNO FRONTE COMUNE: «SERVONO RISPOSTE CONCRETE PER IL TERRITORIO»

Bronte, Randazzo, Maniace, Cesarò e San Teodoro uniti per difendere il diritto alla salute. Sotto accusa le carenze dell’assistenza territoriale, del servizio pediatrico e del Pronto soccorso. I primi cittadini chiedono un confronto urgente con l’Asp di Catania e annunciano che, in assenza di risposte, si rivolgeranno alla Commissione Salute dell’Ars.
La tutela del diritto alla salute non può più attendere. Di fronte alle criticità che da tempo interessano i servizi sanitari del territorio, i sindaci di Bronte, Randazzo, Maniace, Cesarò e San Teodoro hanno deciso di unire le forze per chiedere interventi concreti e garantire ai cittadini un’assistenza tempestiva, efficiente e adeguata alle esigenze della comunità.
Al centro della questione c’è l’ospedale Castiglione Prestianni di Bronte, punto di riferimento per un bacino d’utenza che supera i 50 mila abitanti e che comprende anche le comunità dei Comuni limitrofi. Una realtà territoriale che, soprattutto durante i mesi invernali, deve fare i conti con difficoltà nei collegamenti stradali e con la necessità di assicurare servizi sanitari pienamente funzionanti.
L’incontro si è svolto nella sede dell’Unione dei Comuni «Etna, Nebrodi ed Alcantara». Presenti il sindaco di Bronte, Giuseppe Gullotta, il sindaco di Randazzo, Antonino Grillo, il sindaco di Maniace, Franco Parasiliti, il sindaco di San Teodoro, Salvatore Agliozzo, e il vicesindaco di Cesarò, Mirella Domenica Zito.
Pediatria e Pronto soccorso, le principali emergenze
A lanciare l’allarme è stato il sindaco di Bronte, Giuseppe Gullotta, che ha evidenziato le difficoltà sia della medicina territoriale sia dell’assistenza ospedaliera.
Particolarmente preoccupante, secondo il primo cittadino, è la situazione del settore pediatrico, dove si prospetta persino una riduzione dei posti letto. A questo si aggiunge la mancata attivazione del Punto di primo intervento pediatrico, previsto dalla legge regionale n. 5 del 2009, oltre all’assenza di un pediatra di libera scelta per le famiglie del territorio.
Criticità che, secondo Gullotta, richiedono un intervento deciso da parte delle istituzioni competenti. Il sindaco ha inoltre richiamato l’attenzione sulle difficoltà del Pronto soccorso, sottolineando la necessità di garantire un’organizzazione adeguata e servizi capaci di rispondere alle reali esigenze della popolazione.
La prima iniziativa sarà un confronto diretto con il direttore generale dell’Asp di Catania, al quale i sindaci intendono rappresentare le problematiche riscontrate e chiedere risposte precise.
Emergenza-urgenza e collegamenti, un territorio da tutelare
Sulla necessità di rafforzare i servizi sanitari è intervenuto anche il sindaco di Randazzo, Antonino Grillo, che ha ribadito l’importanza di assicurare prestazioni adeguate a una popolazione di oltre 50 mila abitanti.
Particolare attenzione è stata riservata al servizio di emergenza-urgenza 118, attualmente in difficoltà a causa della carenza di medici. Una situazione che rischia di compromettere la tempestività degli interventi, soprattutto nei periodi in cui le condizioni meteorologiche e la viabilità rendono più difficili gli spostamenti.
Per Grillo è indispensabile rendere il territorio più attrattivo per i professionisti sanitari e costruire una rete di collegamento efficace con gli ospedali dotati di maggiori risorse e specializzazioni.
L’obiettivo è evitare che la posizione geografica dei Comuni montani e le difficoltà infrastrutturali si traducano in ulteriori ostacoli nell’accesso alle cure.
Maniace rilancia: «Pronti alla mobilitazione»
Sulla stessa linea il sindaco di Maniace, Franco Parasiliti, che ha sottolineato l’urgenza di potenziare i servizi essenziali e ha dichiarato la disponibilità a promuovere iniziative di mobilitazione qualora non arrivassero risposte adeguate.
Tra le questioni sollevate figura la mancanza, a Maniace, di un’elisuperficie operativa 24 ore su 24, una carenza che assume particolare rilevanza in un territorio dove la rapidità dei soccorsi può risultare determinante.
Parasiliti ha inoltre posto l’accento sulla necessità di avviare una riflessione sulla realizzazione di un nuovo ospedale. L’attuale struttura di Bronte, secondo il sindaco, presenta limiti strutturali legati alla sua vetustà, che rendono sempre più urgente una valutazione sul futuro dell’offerta ospedaliera.
Le preoccupazioni espresse da Gullotta, Grillo e Parasiliti sono state condivise anche dal sindaco di San Teodoro, Salvatore Agliozzo, e dal vicesindaco di Cesarò, Mirella Domenica Zito.
Un fronte comune per ottenere risposte
La riunione si è conclusa con la decisione di avviare un percorso istituzionale condiviso. I sindaci predisporranno un documento da trasmettere all’Asp di Catania, chiedendo un incontro sul territorio con il direttore generale dell’Azienda sanitaria.
Un primo passaggio ritenuto fondamentale per affrontare le criticità segnalate, individuare le priorità e ottenere impegni concreti sul potenziamento dei servizi.
Qualora il confronto non producesse risposte soddisfacenti, i rappresentanti delle cinque comunità sono pronti a chiedere un’audizione alla Commissione Salute dell’Assemblea regionale siciliana (Ars).
La posizione dei sindaci è chiara: la sanità delle aree interne non può essere considerata un servizio di serie B. Servono strutture adeguate, personale sufficiente, servizi di emergenza efficienti e garanzie concrete per le famiglie. Una battaglia comune che punta a trasformare le criticità denunciate da tempo in un’agenda di interventi e soluzioni, nell’interesse di tutti i cittadini del territorio.




