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Cronaca

Truffa sui fondi agricoli europei in Sicilia: sei arresti e sequestri per 900mila euro

23 Ottobre 2026 · 06:34

Dieci misure cautelari nelle province di Messina, Enna e Caltanissetta. Nel mirino degli investigatori una presunta rete che avrebbe ottenuto illecitamente contributi dell’Unione Europea destinati al settore agricolo.

Una presunta frode ai danni dell’Unione Europea nel settore dei finanziamenti agricoli è al centro di una vasta operazione condotta dalla Procura europea (EPPO) insieme ai Carabinieri per la Tutela Agroalimentare. L’indagine ha portato all’esecuzione di dieci misure cautelari nelle province di Messina, Enna e Caltanissetta, con sei persone arrestate, e al sequestro di beni per un valore complessivo di 900mila euro.

I provvedimenti, emessi dal giudice per le indagini preliminari di Enna, riguardano una presunta organizzazione che avrebbe gestito pratiche irregolari per ottenere contributi pubblici destinati all’agricoltura.

Un sistema basato su pratiche ingannevoli

Secondo l’ipotesi investigativa, due gruppi avrebbero operato per conto di decine di agricoltori del territorio, presentando domande di finanziamento contenenti informazioni ingannevoli con l’obiettivo di accedere ai sussidi comunitari.

Le pratiche sarebbero state gestite attraverso un Centro di assistenza agricola (CAA) ritenuto abusivo dagli investigatori, che avrebbe rappresentato uno strumento centrale per l’organizzazione delle richieste di contributo.

Utilizzati terreni ISMEA senza pagare i canoni

Un altro elemento emerso dall’inchiesta riguarda l’impiego di terreni riconducibili all’ISMEA, l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare. Secondo gli investigatori, questi terreni sarebbero stati utilizzati per ottenere i finanziamenti europei senza corrispondere i canoni previsti per il loro utilizzo.

Il presunto meccanismo avrebbe consentito ai soggetti coinvolti di presentare richieste di aiuto economico non conformi ai requisiti richiesti, con un potenziale danno per le risorse pubbliche.

Le accuse e il sequestro dei beni

Le persone coinvolte nell’indagine sono accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche ed esercizio abusivo di funzioni pubbliche.

Oltre alle misure cautelari personali, l’autorità giudiziaria ha disposto il sequestro di beni per un valore complessivo di 900mila euro, nell’ambito delle iniziative finalizzate a recuperare le somme che si ritengono illecitamente ottenute.

L’inchiesta punta a fare piena luce sull’estensione del presunto sistema fraudolento e sulle responsabilità dei soggetti coinvolti.

Resta fermo il principio della presunzione di innocenza: tutti gli indagati devono essere considerati non colpevoli fino a un’eventuale condanna definitiva.

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