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Bronte, la Uil chiede di recuperare i 13 milioni per la via di fuga della Protezione civile

24 Ottobre 2026 · 12:25

Enza Meli dopo il dirottamento dei fondi regionali verso altri interventi: «Un’opera attesa da anni, fondamentale per la sicurezza e lo sviluppo del territorio». Nel confronto con il sindaco firmato un protocollo d’intesa su appalti e tutela dei lavoratori.

Recuperare gli oltre 13 milioni di euro inizialmente destinati alla realizzazione della via di fuga della Protezione civile a Bronte. È la richiesta della segretaria generale della Uil di Catania, Enza Meli, che torna sulla vicenda dei finanziamenti regionali destinati ad altri interventi, sottolineando le conseguenze che la mancata realizzazione dell’opera potrebbe avere sulla sicurezza e sull’occupazione.

La questione è stata affrontata durante un incontro al Municipio di Bronte con il sindaco Giuseppe Gullotta, al quale ha partecipato anche Valentina Saporito, responsabile territoriale della Uil. Nell’occasione è stato firmato un protocollo d’intesa tra Comune e organizzazioni sindacali, finalizzato a rafforzare la presenza delle parti sociali nella realizzazione delle opere pubbliche, con particolare attenzione alla sicurezza nei cantieri e alla tutela dei diritti dei lavoratori impiegati negli appalti.

Al centro del confronto, tuttavia, è rimasto il progetto denominato «Collegamento della statale 284 al viale Kennedy – Via di fuga Protezione civile del Comune di Bronte», per il quale erano stati previsti oltre 13 milioni di euro, successivamente dirottati dalla Regione verso altre opere.

«Un’opportunità negata di sviluppo e di lavoro», ha dichiarato Meli, evidenziando l’importanza strategica dell’infrastruttura per una comunità che, secondo la sindacalista, ha bisogno di interventi concreti anche sul fronte della sicurezza. A rendere ancora più urgente la questione, lo sciame sismico registrato nell’area nei giorni scorsi.

La Uil chiede che venga fatta chiarezza sulla gestione delle risorse e che chi ha avuto un ruolo nella vicenda si assuma le proprie responsabilità. «Questa provincia ha un disperato bisogno di costruire futuro e su questo punto non si può improvvisare», ha sottolineato la segretaria, ricordando che le somme sottratte al progetto di Bronte sono state destinate, secondo quanto riferito, a quattordici interventi del Consorzio per le Autostrade Siciliane.

Oltre alla questione della sicurezza, a preoccupare il sindacato sono le possibili ripercussioni sul mercato del lavoro locale. La mancata realizzazione dell’opera rischia infatti di far venir meno un’importante occasione occupazionale ed economica per il territorio.

«Ci aspettiamo una doverosa assunzione di responsabilità da parte di chiunque abbia avuto un ruolo in questo fallimento», ha affermato Meli, ribadendo la necessità di evitare che vicende simili si ripetano.

La sindacalista auspica che i finanziamenti possano essere restituiti al progetto originario, pur esprimendo preoccupazione sulla possibilità concreta di recuperare le somme.

«Speriamo che quelle risorse tornino a Bronte, ma temiamo che non sarà così. Chi ha sbagliato si assuma dunque le proprie colpe e corra ai ripari», ha concluso Meli, assicurando che la Uil continuerà a sollevare la questione nelle sedi istituzionali e nei confronti dei rappresentanti politici.

Per il sindacato, la priorità resta ottenere risposte sul futuro dell’infrastruttura e sulle risorse necessarie a garantire sicurezza, occupazione e nuove prospettive di sviluppo per Bronte e per l’intero territorio.

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