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Cronaca

Garlasco, intercettazioni e presunte intimidazioni agli inquirenti: cresce la tensione sul caso Sempio

14 Ottobre 2026 · 06:13

Nell’informativa dei carabinieri di Milano sul delitto di Chiara Poggi si parla di un clima ostile attorno alle indagini su Andrea Sempio. Alcune conversazioni intercettate sarebbero state giudicate minacciose dagli investigatori, mentre un colloquio ritenuto non rilevante per il procedimento non può essere divulgato. In televisione, l’avvocato Antonio De Rensis ha espresso forte turbamento.

Nuovi elementi alimentano il dibattito attorno all’inchiesta sul delitto di Garlasco, il caso dell’omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007. Al centro dell’attenzione ci sono alcune conversazioni intercettate e riportate nell’informativa del Nucleo investigativo dei carabinieri di Milano, depositata alla Procura di Pavia nell’ambito degli accertamenti che coinvolgono Andrea Sempio, attualmente indagato per omicidio.

La vicenda è stata affrontata durante la puntata di Verità Nascoste di martedì 13 ottobre, dove si è discusso del contenuto del documento investigativo, composto da oltre trecento pagine. Secondo quanto riportato, i militari avrebbero descritto un clima particolarmente ostile nei confronti degli investigatori impegnati negli accertamenti.

Garlasco, i carabinieri segnalano un clima ostile

Nell’informativa, alcune conversazioni captate nell’ambito delle indagini sarebbero state interpretate dai carabinieri come espressione di chiusura e ostilità verso il lavoro degli inquirenti.

Nel documento, secondo le ricostruzioni diffuse, le indagini sarebbero state definite «eterodirette e con finalità, verosimilmente, illecite». Gli investigatori avrebbero inoltre evidenziato toni considerati minacciosi e intimidatori nei confronti di chi sta lavorando sul caso.

Uno degli episodi citati risalirebbe al maggio 2025, circa un mese dopo la riapertura del fascicolo investigativo. Si tratta di circostanze che, secondo quanto riportato, avrebbero contribuito a delineare il contesto nel quale si stanno svolgendo gli accertamenti.

Le valutazioni contenute nell’informativa rappresentano tuttavia la lettura investigativa delle conversazioni e non equivalgono, di per sé, all’accertamento giudiziario di eventuali responsabilità.

L’intercettazione non divulgabile e le presunte richieste contro gli inquirenti

Uno degli aspetti più delicati emersi durante la trasmissione riguarda un’altra conversazione intercettata, che gli investigatori avrebbero considerato priva di rilevanza ai fini del procedimento.

Proprio la valutazione di irrilevanza avrebbe impedito la divulgazione del contenuto, secondo quanto riferito nel corso del programma in relazione alle disposizioni che regolano l’utilizzo e la pubblicazione delle intercettazioni.

Durante la trasmissione sono circolate indiscrezioni secondo cui, nel colloquio, sarebbe stata prospettata la possibilità di ottenere interventi da parte di persone influenti per colpire gli inquirenti impegnati nell’indagine.

Il contenuto della conversazione, tuttavia, non è stato reso pubblicamente verificabile sulla base degli elementi descritti. Non è quindi possibile ricostruirne con certezza le parole, il contesto preciso o le eventuali conseguenze.

Anche il fatto che la Procura non abbia adottato provvedimenti in relazione a quella specifica conversazione, secondo quanto riferito, non consente da solo di trarre conclusioni sul significato dell’episodio.

Antonio De Rensis: «Il turbamento è grande»

Le notizie relative alle intercettazioni hanno suscitato reazioni durante il dibattito televisivo. Il giornalista Luca Fazzo ha espresso il proprio sconcerto con una frase netta: «Mi fa venire il gelo».

Parole alle quali si è associato l’avvocato Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, che ha dichiarato: «Il turbamento è grande».

Il professionista ha poi richiamato la propria esperienza personale e il rapporto con il mondo della giustizia, sottolineando la gravità delle circostanze descritte nell’informativa.

«In questa vicenda esiste il male», ha affermato De Rensis. L’avvocato ha quindi spiegato di aver vissuto personalmente situazioni che lo hanno segnato e di provare un forte turbamento davanti a quanto riportato nel documento dei carabinieri.

Il legale ha richiamato anche il valore della legalità e il ruolo delle istituzioni, evitando di aggiungere ulteriori considerazioni sul contenuto delle intercettazioni.

L’inchiesta sul delitto di Chiara Poggi resta al centro dell’attenzione

Il nuovo capitolo si inserisce nel complesso scenario investigativo legato all’omicidio di Chiara Poggi, per il quale Alberto Stasi è stato condannato in via definitiva e nell’ambito del quale sono ripresi gli accertamenti che riguardano Andrea Sempio.

Le informazioni sulle intercettazioni aggiungono un ulteriore elemento al dibattito pubblico, ma richiedono cautela. È necessario distinguere tra quanto riportato negli atti investigativi, le interpretazioni degli inquirenti, le indiscrezioni diffuse in televisione e gli eventuali fatti che dovessero essere accertati nelle sedi competenti.

Resta quindi centrale il lavoro della magistratura, chiamata a verificare gli elementi raccolti e a valutarne la rilevanza nel rispetto delle garanzie previste dalla legge. Nel frattempo, le dichiarazioni emerse durante Verità Nascoste riaccendono l’attenzione sul clima attorno all’inchiesta e sulle tensioni che accompagnano uno dei casi giudiziari più seguiti in Italia.

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