No Meloni Day, studenti in piazza in tutta Italia: proteste contro il governo e il riarmo

Da Torino a Roma, passando per Bologna e Genova, migliaia di giovani hanno partecipato alla mobilitazione nazionale. Nella Capitale bruciate le bandiere di Stati Uniti e Israele. Tensioni durante il corteo bolognese, mentre a Genova contestate le sagome di Meloni e Valditara.
ROMA – Scuole, diritti e pace al centro della mobilitazione studentesca che ha attraversato l’Italia in occasione del No Meloni Day. Migliaia di ragazzi sono scesi in piazza in diverse città per contestare le politiche del governo, chiedere maggiori investimenti nell’istruzione pubblica e opporsi all’aumento delle spese militari.
«Soldi alla scuola, non alla guerra» e «Meno armi, più diritti» sono alcuni degli slogan scanditi durante i cortei, organizzati dopo le occupazioni di diversi istituti scolastici nei giorni precedenti. Le manifestazioni hanno interessato Torino, Roma, Bologna, Genova, Venezia, Padova, Treviso e Cagliari, coinvolgendo studenti delle scuole superiori e collettivi.
Nel mirino dei manifestanti la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci. A Roma, durante la protesta, sono state bruciate le bandiere degli Stati Uniti e di Israele, in un’iniziativa legata alla contestazione delle politiche internazionali e degli interventi militari.
Bologna, scontri e tensione davanti alla stazione
Momenti di tensione si sono verificati a Bologna, dove circa un migliaio di studenti ha preso parte al corteo organizzato in occasione dello sciopero nazionale della scuola.
Dopo il ritrovo nella zona universitaria, i manifestanti, insieme ai collettivi studenteschi, hanno attraversato i viali cittadini, causando rallentamenti alla circolazione in diversi punti del percorso. La protesta è poi arrivata davanti alla stazione ferroviaria, dove il gruppo è stato fermato dalle forze dell’ordine schierate in tenuta antisommossa.
Durante le fasi più concitate, alcuni manifestanti hanno acceso fumogeni e lanciato bottiglie. Si è quindi verificato un contatto con gli agenti, che hanno respinto i giovani utilizzando gli scudi. In seguito, il corteo ha ripreso a muoversi in direzione di via Irnerio.
La mobilitazione bolognese era stata annunciata anche dopo l’occupazione del liceo Laura Bassi, avvenuta nel corso della settimana. Gli studenti avevano motivato la protesta esprimendo solidarietà ai giovani francesi mobilitati contro la guerra e il carovita.
Genova, sagome di Meloni e Valditara a testa in giù
Clima particolarmente acceso anche a Genova, dove alcuni partecipanti allo sciopero nazionale promosso dal movimento Opposizione studentesca d’alternativa (Osa) hanno messo in scena una contestazione simbolica contro la presidente del Consiglio e il ministro dell’Istruzione.
In via dei Santi Giacomo e Filippo sono state collocate a testa in giù, accanto ai cassonetti, due sagome raffiguranti Meloni e Valditara. I manifestanti hanno lanciato uova contro le immagini, accompagnando il gesto con cori dai toni estremi.
L’iniziativa richiamava simbolicamente quanto accaduto a Benito Mussolini a piazzale Loreto, a Milano, il 29 aprile 1945. La protesta si è svolta nelle vicinanze delle sedi della Prefettura, della Città metropolitana e dell’Ufficio scolastico regionale.
Davanti alla sede genovese di Confindustria è stato inoltre bruciato un carro armato realizzato in cartone, utilizzato come simbolo della contestazione contro il riarmo e le spese militari.
Scuola pubblica e pace al centro delle rivendicazioni
La giornata di protesta ha portato nelle piazze italiane le richieste di una parte del movimento studentesco, che chiede più risorse per la scuola pubblica, maggiori diritti e un cambio di priorità nelle scelte economiche e politiche del Paese.
Dalle manifestazioni di Torino ai cortei organizzati nelle città del Veneto e della Sardegna, il No Meloni Day si è trasformato in una mobilitazione diffusa, caratterizzata da slogan contro l’esecutivo e contro le politiche di riarmo.
Una giornata segnata da rivendicazioni politiche e sociali, ma anche da episodi di forte contestazione e momenti di tensione, soprattutto a Bologna e Genova.




