Regionali 2027, De Luca rilancia la sfida a Schifani e presenta la sua squadra: tre nomi tra Pd e M5S

La corsa alla presidenza della Regione Siciliana entra nel vivo con una nuova mossa di Cateno De Luca. Il leader di Sud Chiama Nord mette a tacere le indiscrezioni su un possibile approdo a Roma e conferma la volontà di candidarsi alla guida di Palazzo d’Orléans nel 2027. Ma la vera novità è un’altra: l’ex sindaco di Messina anticipa i nomi di tre possibili assessori della sua futura giunta, scegliendoli tra le fila del Partito democratico e del Movimento 5 Stelle.
Una mossa che spariglia le carte del panorama politico isolano e lancia un messaggio preciso alle forze del centrosinistra: De Luca punta a costruire un progetto di governo che superi gli attuali confini delle coalizioni, coinvolgendo figure di esperienza provenienti anche da partiti oggi all’opposizione.
Nessun ministero, De Luca conferma la corsa alla presidenza
Le voci su un possibile incarico nel governo nazionale e su un eventuale disimpegno dalla politica siciliana vengono respinte con decisione. Ospite della trasmissione L’Intervista, in onda su Rei Tv, De Luca ha chiarito la propria posizione senza lasciare spazio a interpretazioni.
«Non mi è stato promesso un ministero e non rinuncio alla presidenza della Regione», ha dichiarato, confermando che il suo obiettivo resta la guida della Sicilia.
L’intesa raggiunta a livello nazionale con la coalizione guidata da Giorgia Meloni, secondo quanto riferito, risponderebbe a precise esigenze istituzionali legate alla valorizzazione dell’esperienza amministrativa dei sindaci. Un accordo che, nelle intenzioni di De Luca, non modifica gli equilibri regionali.
Sud Chiama Nord, infatti, continua a collocarsi all’opposizione del governo guidato da Renato Schifani, mantenendo autonomia politica e libertà di movimento in vista dell’appuntamento elettorale del 2027.
Il futuro governo prende forma: tre assessori scelti tra Pd e M5S
La parte più significativa dell’annuncio riguarda però la composizione della possibile futura giunta regionale. De Luca ha anticipato tre nomi sui quali vorrebbe puntare per altrettanti assessorati strategici.
Per il Bilancio la scelta ricadrebbe su Luigi Sunseri, esponente del Movimento 5 Stelle. Per l’Agricoltura il nome indicato è quello di Nello Dipasquale, deputato regionale del Partito democratico. Ai Beni culturali, invece, De Luca immagina Fabio Venezia, anche lui esponente del Pd all’Assemblea regionale siciliana ed ex sindaco di Troina.
Tre profili con esperienza politica e amministrativa, individuati per competenze e radicamento territoriale. Una squadra ancora tutta da verificare, soprattutto perché i diretti interessati non risultano aver formalizzato un’adesione al progetto.
L’iniziativa ha comunque un evidente significato politico: De Luca prova ad anticipare il confronto sulle alleanze, mettendo sul tavolo una proposta concreta e chiamando direttamente in causa Pd e Movimento 5 Stelle.
Pd e M5S davanti a una scelta politica
L’operazione potrebbe avere conseguenze importanti sugli equilibri del centrosinistra siciliano. L’indicazione di tre esponenti provenienti da Pd e M5S rappresenta infatti una sorta di apertura, ma anche una sfida ai vertici regionali dei due partiti.
De Luca non si limita a parlare genericamente di convergenze programmatiche: individua persone, assegna loro deleghe strategiche e delinea, almeno nelle intenzioni, i primi tasselli di un possibile esecutivo alternativo a quello attuale.
Resta da capire come reagiranno Sunseri, Dipasquale e Venezia, oltre alle rispettive forze politiche. L’eventuale disponibilità dei tre esponenti potrebbe aprire una nuova fase di confronto, mentre un rifiuto rischierebbe di trasformare l’annuncio in una semplice provocazione politica.
Centrodestra sotto pressione, la partita del 2027 si accende
La strategia di De Luca rischia intanto di complicare i piani del centrodestra. La conferma della candidatura alla presidenza della Regione, unita all’intesa nazionale con la coalizione di Giorgia Meloni, alimenta interrogativi sulla natura dei rapporti tra Sud Chiama Nord e gli alleati di governo a Roma.
A Palermo, però, De Luca rivendica una posizione autonoma e ribadisce la propria opposizione all’esecutivo Schifani.
Anche il centrosinistra si trova ora davanti a un passaggio delicato. L’iniziativa del leader di Sud Chiama Nord potrebbe accelerare il dibattito sulle future alleanze, costringendo Pd e M5S a chiarire quale ruolo intendano assumere nella costruzione di un’alternativa al centrodestra.
La campagna elettorale per le Regionali del 2027, almeno sul piano delle strategie, sembra dunque essere già cominciata. E Cateno De Luca prova ancora una volta a giocare d’anticipo, presentandosi non soltanto come candidato alla presidenza, ma anche come promotore di una possibile squadra di governo.
Adesso la palla passa agli altri protagonisti della politica siciliana.




