Siracusa, blitz sull’inchiesta “Nexus”: appalti pubblici, politica e imprenditoria nel mirino

Sette indagati nell’indagine coordinata dalla Procura europea di Palermo. Un carabiniere è finito in carcere, mentre una consigliera comunale e un imprenditore sono ai domiciliari. Al centro dell’inchiesta presunti accordi per favorire l’assegnazione di lavori pubblici, in cambio di denaro e sostegno elettorale.
Un presunto sistema di relazioni tra politica, forze dell’ordine, funzionari pubblici e imprenditori avrebbe condizionato l’affidamento di importanti appalti pubblici in provincia di Siracusa. È questo il quadro delineato dall’inchiesta “Nexus”, che ha portato all’esecuzione di diverse misure cautelari e coinvolge sette persone.
L’operazione è stata condotta dagli investigatori della Digos di Siracusa, che hanno notificato i provvedimenti disposti dal giudice per le indagini preliminari. L’indagine è coordinata dai pubblici ministeri Amelia Luise e Calogero Ferrara, in servizio presso l’ufficio di Palermo della Procura europea.
Sette indagati e diverse misure cautelari
Il bilancio dell’operazione comprende una persona in carcere, due agli arresti domiciliari e quattro destinatari del divieto di esercitare attività d’impresa per la durata di un anno.
In carcere è stato condotto l’appuntato capo dei carabinieri Salvatore Strazzulla, ritenuto dagli investigatori una figura centrale nei presunti rapporti tra il mondo politico e quello imprenditoriale.
Ai domiciliari sono finiti Concetta Carbone, vicepresidente del Consiglio comunale di Siracusa e consigliera del Libero Consorzio provinciale, e l’imprenditore Massimo Boscarino.
Il divieto di esercitare attività d’impresa per dodici mesi è stato disposto nei confronti di Giuseppe Boscarino, Salvatore Boscarino, classe 1953, Salvatore Boscarino, classe 1979, e Tino Bugliarello.
Per l’ingegnere comunale Michele Dell’Aira, invece, è previsto l’interrogatorio preventivo.
Secondo quanto emerge dagli atti, le misure cautelari sono state adottate per tutelare le esigenze investigative, con particolare riferimento al rischio di inquinamento probatorio.
Le accuse: appalti, presunte tangenti e sostegno elettorale
Le contestazioni formulate nell’ambito dell’inchiesta comprendono, a vario titolo, l’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro la pubblica amministrazione, la corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, il traffico di influenze illecite, la corruzione elettorale, il favoreggiamento personale e la rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio.
Gli investigatori ipotizzano l’esistenza di un sistema consolidato di rapporti tra una figura politico-istituzionale locale, un carabiniere che, all’epoca dei fatti oggetto d’indagine, prestava servizio presso la sezione di polizia giudiziaria della Procura di Catania, un tecnico comunale con funzioni di responsabile unico del procedimento per gli appalti pubblici e un gruppo di imprenditori del settore delle costruzioni.
Il presunto meccanismo avrebbe consentito di ottenere informazioni riservate sulle procedure di gara e di agevolare determinate imprese nell’assegnazione delle commesse.
Il ruolo della politica e i presunti accordi
Tra gli aspetti più rilevanti dell’indagine figura la posizione di Concetta Carbone, già assessore comunale nella giunta guidata dal sindaco Francesco Italia, con delega alle Pari opportunità.
Secondo l’ipotesi investigativa, la consigliera avrebbe favorito alcuni imprenditori nell’ottenimento di commesse pubbliche attraverso affidamenti diretti, in cambio di 10 mila euro e di un sostegno elettorale.
Strazzulla sarebbe stato il tramite tra la componente politica e quella imprenditoriale, mettendo a disposizione la propria rete di relazioni e, secondo gli inquirenti, la possibilità di accedere a informazioni investigative riservate.
Gli accertamenti puntano inoltre a chiarire se il presunto sistema fosse in grado di estendere la propria influenza anche alle amministrazioni di altri comuni della provincia di Siracusa.
L’Ostello di Cassibile al centro delle indagini
Le verifiche investigative avrebbero preso avvio dagli interventi per la realizzazione e il successivo ampliamento dell’Ostello per lavoratori migranti di Cassibile, struttura destinata ad accogliere i braccianti stagionali.
Il progetto, finanziato dall’Unione europea, era stato concepito per contrastare il caporalato e garantire condizioni abitative dignitose ai lavoratori impiegati nelle campagne durante la stagione agricola.
Proprio la gestione degli affidamenti relativi all’opera avrebbe attirato l’attenzione degli investigatori, aprendo la strada ad approfondimenti sui rapporti tra amministratori, funzionari e imprese coinvolte negli appalti.
Secondo la ricostruzione contenuta nel provvedimento cautelare firmato dal gip Antonella Consiglio, la funzione pubblica sarebbe stata piegata a interessi economici, personali ed elettorali. Gli affidamenti sarebbero stati utilizzati come strumenti di scambio per ricompensare il sostegno politico e garantire vantaggi reciproci.
Il documento con l’elenco delle imprese “amiche”
Un ulteriore elemento emerso durante le indagini riguarda il ritrovamento di un manoscritto, descritto dagli investigatori come un “pizzino”, contenente l’elenco di imprese considerate vicine al presunto gruppo.
Secondo l’ipotesi accusatoria, il documento sarebbe stato consegnato alla figura politica coinvolta nell’inchiesta.
La vicenda solleva interrogativi sulla trasparenza delle procedure di affidamento e sull’eventuale utilizzo di informazioni riservate per orientare le decisioni della pubblica amministrazione.
L’inchiesta “Nexus” dovrà ora chiarire l’effettiva portata dei presunti accordi, i ruoli attribuiti ai singoli indagati e le eventuali responsabilità penali. Le contestazioni restano ipotesi investigative e la colpevolezza degli indagati dovrà essere accertata nelle sedi giudiziarie competenti, nel rispetto della presunzione di innocenza.




